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Il Safari Fotosub è una specialità della fotografia subacquea che ha come scopo la cattura fotografica di un pesce libero nel suo ambiente.
In Italia questa disciplina sportiva della F.I.P.S.A.S., viene praticata da più di trent’anni ed è nata con l’intento di fornire al subacqueo un’alternativa alla pesca subacquea, mantenendo la stessa emozione della cattura, ma senza sacrificare il pezzo!
In realtà questa necessità di trovare altre attività subacquee alternative alla pesca si è sviluppata negli ultimi anni parallelamente ad una maggiore coscienza ambientalista che, se da un lato non intacca il razionale della pesca subacquea come prelevamento di pesci a fini alimentari, dall’altro rende anacronistico ucciderli per fare sport.
Bisogna dare atto alla Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (F.I.P.S.A.S.), rispetto ad altre federazioni o agenzie, di avere preso coscienza di questa evoluzione e di essere intervenuta sia nella forma (modifiche allo statuto), che nella sostanza (attività gare, campionati, ecc.) per stimolare altri sport come il tiro al bersaglio sub, l’immersione profonda, l’apnea, la foto ed il videosub.
Chi pratica il Safari Fotosub (in passato detto anche “cacciafotosub”) dev’essere quindi un buon subacqueo ed avere almeno le nozioni base della fotografia oltre, naturalmente, ad un’attrezzatura adeguata.
Per fotografare i pesci bastano le semplici compatte scafandrate, oggi anche digitali, ma per ottenere immagini di qualità l’attrezzatura diventa sempre più sofisticata.
Oggi i campioni utilizzano obiettivi macro su fotocamere reflex protette da custodie che permettono di trasferire all’esterno tutti i comandi della macchina stessa; mentre per la luce, indispensabile per ridare colore ai pesci, si usano uno o più flash subacquei.
Ma nel Safari Fotosub più dell’attrezzo conta il manico, l’acquaticità è un elemento indispensabile proprio per le analogie con la pesca subacquea, infatti, in entrambi i casi occorre muoversi con calma, mimetizzarsi, non spaventare, anzi incuriosire il pesce e, quando è a tiro, … click …, avviene la cattura vera e propria dentro un’immagine fotografica che, tanto più è buona, quanto più il colpo è stato preciso.
Nel Safari Fotosub, quindi, confluiscono e si sommano caratteristiche di varie specialità: acquaticità, nozioni di fotografia e tecniche di caccia, unite, naturalmente, ad una buona conoscenza dell’ambiente acquatico e dei suoi abitanti.
Questa è una marcia in più rispetto ad altre discipline, perchè la conoscenza non è limitata solo alle specie d’interesse alimentare, ma a tutte, quindi chi pratica questa specialità non è un semplice subacqueo, diventa un sub colto. La conoscenza dei pesci nei minimi dettagli, le differenze interspecifiche ed intraspecifiche, le abitudini alimentari, comportamentali, riproduttive, la stagionalità, l’habitat, tutto ciò arricchisce il bagaglio culturale del “cacciafotosub”.
Oggi in Italia, senza voler fare torto agli ittiologi certamente molto preparati e competenti (talvolta solo su alcuni argomenti), possiamo considerare i “cacciafotosub” tra i migliori “riconoscitori di pesci”, perchè hanno due marce in più, l’osservazione diretta e la possibilità, attraverso la foto, di portare ..... i compiti a casa per approfondire lo studio.
Vi faccio un esempio: provate a contare mentalmente quante specie di pesci riuscireste a distinguere con certezza, generalmente un buon subacqueo arriva a 35, un “cacciafotosub” supera le 80!
Filippo Massari (Responsabile FIPSAS settore Safari Fotosub) {mosgoogle center} |